Tra le opere più celebri di Henri Matisse, La Danza è un’ode alla vita, alla gioia e all’abbandono fisico, diventata un’icona dell’arte moderna. Questo capolavoro, insieme al dipinto complementare La Musica, fu commissionato nel 1909 dal collezionista russo Sergej Ščukin per decorare la sua residenza. Caratterizzato da semplicità e vitalità, questo estatico baccanale ha lasciato un segno indelebile nell’arte del XX secolo. Realizzato al culmine dell’estetica del Fauvismo, La Danza incarna l’emancipazione dai tradizionali canoni di rappresentazione dell’arte occidentale. Oggi, La Danza e La Musica di Matisse sono esposti al Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo.
I colori saturi e lo stile schietto del Fauvismo
Le scelte estetiche di Henri Matisse per La Danza suscitarono un notevole scandalo nei saloni artistici del 1910. I nudi audaci e i colori applicati in modo grezzo conferirono all’opera un carattere primitivo che, agli occhi di alcuni osservatori, sembrava barbarico. Per rappresentare questa scena di festa, Matisse utilizzò soltanto tre colori: blu, verde e rosso. In linea con le associazioni cromatiche tradizionali del Fauvismo, queste tonalità vivaci creano un contrasto intenso. Charles Caffin, critico d’arte, dichiarò che “i pigmenti erano puri, presi direttamente dai tubetti.”
L’economia di stile e di dettagli produsse figure ambigue: né le espressioni facciali né il genere dei personaggi sono chiaramente definiti. Le sagome rosse sono semplicemente delineate con contorni marcati, stagliandosi contro lo sfondo blu e verde. Matisse esplorò la relazione tra colori e linee per creare armonia; per lui, i colori non dovevano agire isolatamente. Inoltre, non vi sono elementi architettonici o marcatori paesaggistici per suggerire una prospettiva o una distanza. La grande tela (260 cm per 391 cm) presenta uno sfondo molto piatto, dove l’unico punto focale sono le figure danzanti.
Primitismo e Fauvismo
Esempio di un dipinto del primitivismo di Max Pechstein: Killing of the Banquet Roast (1912)
I Fauves condividevano l’interesse dei primitivisti per le comunità indigene. Inoltre furono ispirati dal primitivismo a creare un’arte che tornasse all’essenza della natura e alla comunione. Le figure dai contorni rozzi in La Danza richiamano gli stili primitivisti. Il soggetto – figure che si muovono in armonia all’interno di un paesaggio vuoto, forse “vergine” – può essere interpretato come un appello a una necessaria riunificazione con la natura. Ad esempio, la nudità delle figure rappresenta un rifiuto della civiltà moderna. L’opera diventa così un simbolo di unità tra l’uomo, il cielo e la terra.
Matisse mirava a creare una sintesi del primitivismo. Le figure goffe, ispirate all’arte primitiva e popolare, unite a colori vivaci ed energici, esprimevano istinto e natura. Gli individui sono completamente immersi nella loro danza, ignari di qualsiasi obbligo quotidiano o lavoro. L’artista non si concentra sull’aspetto individuale dei danzatori, ma sul movimento e sul ritmo che creano insieme. La danza diventa così il simbolo supremo della riconciliazione tra gli individui.
Dettaglio della giravolta nella Danza
Le cinque figure si tengono per mano formando un cerchio. Sulla sinistra però si nota che le mani di due individui non sono unite; si sfiorano appena invece di stringersi. Tuttavia, Matisse ha posizionato con cura questa interruzione in corrispondenza della sovrapposizione con la gamba di un’altra figura, in modo da non spezzare l’armonia dei colori e del cerchio. Essendo il punto di rottura il più vicino alla posizione dell’osservatore, può essere interpretato come un invito a unirsi alla danza. Il cerchio sembra cercare coloro che si trovano “all’esterno,” offrendo così un simbolo di unione tra gli individui.
Matisse e la sua fascinazione per la danza
Henri Matisse, la Gioia di Vivere (1906)
Il tema della danza occupò un posto significativo nella vita e nell’opera di Henri Matisse. L’artista esplorò per la prima volta questo interesse nel dipinto del 1906 Le bonheur de vivre (La gioia di vivere), dove le figure danzanti sullo sfondo richiamano le posizioni dei danzatori in La Danza. Questo motivo affascinò Matisse a tal punto da isolarlo e dedicarvi un’intera opera per approfondirne il significato.
Secondo il critico d’arte Charles Caffin, però, la fascinazione di Matisse per la danza nacque al Moulin de la Galette, dove osservava le persone ballare. Questo tipo di danza popolare contrastava con le forme più formali e tradizionali, come il balletto. In questo senso, La Danza riflette sull’evoluzione della danza, passando da un’espressione codificata a una più spontanea e collettiva. Più nello specifico, la danza circolare che ispirò il dipinto era una danza di pescatori che l’artista osservò nella città francese meridionale di Collioure. Si trattava di una variante della “Sardana,” una farandola tradizionale catalana, che Matisse reinterpretò come simbolo universale di armonia, ritmo e connessione umana.
Matisse creò movimento con la musica
Matisse riuscì a sviluppare un senso di movimento e di spazio in La Danza. Il cielo infinito e le forme arrotondate che delineano la terra creano un’energia che si sprigiona dai corpi carichi di ritmo. Le figure sembrano immerse in una trance. Si può quasi percepire il battito dei tamburi e immaginare una danza frenetica delle figure in cerchio. L’articolazione tra danza e musica è essenziale, poiché la musica crea il ritmo che anima il movimento. In questo senso, è interessante analizzare La Danza in parallelo al suo pendant, La Musica. Il movimento continuo in La Danza contrasta nettamente con l’immobilità di La Musica, dove le figure sono verticali e statiche. Infatti i cantanti, con le braccia appoggiate sulle ginocchia, hanno quasi l’aspetto di spettatori, che alzano lo sguardo verso i danzatori.
Rompere le regole
Edgar Degas, Le Foyer de la danse à l’Opéra (1872)
In La Danza, Matisse abbandonò completamente il tradizionale “artigianato francese” per un’estetica più vicina al primitivismo e all’arte africana. Si distanziò dai dettagli e dalla raffinatezza tipici, ad esempio, delle opere di Edgar Degas ispirate al balletto. Lo stile di Matisse si riduce all’essenza, ignorando le regole consolidate di genere, estetica, armonia e ordine. La sua arte si concentra su un sentimento e un’energia primordiali. Allo stesso tempo offre una libertà a colori e linee raramente vista prima.
Tuttavia, l’obiettivo di Matisse non era quello di scioccare o imbarazzare il pubblico. Al contrario, desiderava riunire gli esseri umani tra loro e con la natura. Come dichiarò lo stesso pittore: “Quello che sogno è un’arte equilibrata, pura e tranquilla, che eviti argomenti inquietanti o frustranti. Questo tipo di arte dona pace e conforto alla mente di chi guarda, come una poltrona comoda dove potersi riposare quando è stanco.”
Anche se molti spettatori dell’epoca non riuscivano a vedere oltre lo stile audace del dipinto, oggi possiamo apprezzare l’opera come un’ode alla vita, alla gioia e alla natura.
Fondato nel 2013, Artsper è un marketplace online per l’arte contemporanea. Collaborando con 1.800 gallerie d’arte professionali in tutto il mondo, rende la scoperta e l’acquisto di opere d’arte accessibile a tutti.