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Artisti Famosi 02/07/2019

Analisi d'Arte: I Nottambuli di Edward Hopper

Scritto da ariannacaddeo , Creato il 23/01/2025
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Analisi d'Arte: I Nottambuli di Edward Hopper

Indice


I Nottambuli di Edward Hopper, 1942

Edward Hopper, Nighthawks, 1942

La grande arte è l’espressione esteriore di una vita interiore dell’artista, e questa vita interiore si tradurrà nella sua personale visione del mondo. – Edward Hopper

I Nottambuli di Edward Hopper fu completata nel 1942 e rappresenta il paradosso della solitudine nella vita cittadine. Il capolavoro di Hopper è una crisi esistenziale a tutti gli effetti, dove un gruppo di individui cade preda dell’immobilità isolante di New York. Il dipinto rimane uno dei più riconoscibili, ma anche più vicini a noi, dell’arte americana del XX secolo. Artsper esplora le profondità nostalgiche di questo capolavoro moderno.

La realtà solitaria di New York

Dettaglio dei Nottambuli di Edward Hopper, 1942
Edward Hopper, Close-up of Nighthawks, 1942

Le luci fluorescenti e implacabili si riversano sulle strade oscure di New York. Quattro presunti estranei siedono al bancone di una tavola calda notturna: fisicamente vicini, ma psicologicamente distanti anni luce. L’essenza stessa della vulnerabilità umana pulsa come una vena esposta nel capolavoro di Hopper, catturando la solitudine onnipresente della vita moderna. Ancor prima che gli smartphone dominassero ogni tentativo di interazione reale, il dipinto iconico di Hopper svela la nostra incapacità di connetterci, già nei primi anni ’40.

Nonostante l’assenza del riflesso del bagliore luminoso di uno schermo, gli sguardi dei commensali restano comunque vacui, sfocati e privi di incontri. Nottambuli non rappresenta solo la cruda alienazione del vivere in una grande città, ma anche la paranoia che avvolse gli Stati Uniti dopo l’attacco di Pearl Harbor del 1941. Le ansie per un possibile secondo attacco coprivano la città come le frequenti esercitazioni di blackout a cui New York e i suoi abitanti erano sottoposti. Noi, come spettatori, diventiamo silenziosi voyeur, osservando le espressioni impassibili dei soggetti inaccessibili di Hopper attraverso la finestra. Senza una porta per entrare nella tavola calda, restiamo all’esterno. Incarniamo il ruolo spesso trascurato del newyorkese solitario, accecato dai bagliori fosforescenti.

L’importanza della composizione

Schizzi preliminari dei Nottambuli di Edward Hopper
Schizzi preliminari di Edward Hopper dei Nottambuli

La composizione unica di Hopper permette allo spettatore di osservare i soggetti sia di fronte che di profilo, mettendo in risalto la malinconia che consuma questi solitari notturni. La natura angolare di questo capolavoro modernista evoca dolorosamente le interazioni quasi significative tra i personaggi, che vengono costantemente interrotte o ignorate. Mani che quasi si sfiorano, sguardi che quasi si incrociano o bocche che quasi parlano. L’ambientazione intima di Hopper racchiude perfettamente la realtà alienante della vita nella Grande Mela.

La verità dietro alla donna dai cappelli rossi

Jo and Edward Hopper, 1927
Jo e Edward Hopper, 1927

Jo Hopper, la moglie di Edward Hopper, è l’enigmatica donna dai capelli rossi seduta al bancone. Non solo posò come modella per il dipinto, ma tenne anche un dettagliato diario su ciascuna delle opere di Hopper. Il suo ruolo di storica personale dell’arte del marito potrebbe persino aver ispirato il nome del dipinto. Infatti, nel descrivere uno degli uomini raffigurati, scrisse: “un night hawk (becco) in abito scuro, cappello grigio acciaio, fascia nera, camicia blu (pulita) con sigaretta in mano.”

L’ambientazione

Intersection of Greenwich Avenue and Seventh Avenue South, 1926
Incrocio di Greenwich Avenue e Seventh Avenue South, 1926

Il diner raffigurato nel dipinto di Hopper sembra essere stato ispirato da un vero locale situato nel Greenwich Village. Tuttavia, le dispute sulla sua reale esistenza continuano a suscitare accesi dibattiti. Sebbene oggi il sito sia vuoto, si dice che il diner si trovasse all’incrocio tra due strade: Greenwich Avenue e Seventh Avenue South.

Coincidenza o forse una scelta intenzionale da parte di Hopper, rappresentare un crocevia riflette certamente il vuoto tra la vicinanza fisica e l’incapacità di connettersi emotivamente nei contesti urbani moderni.

“Inconsciamente, probabilmente,” come spiegò una volta Hopper, “stavo dipingendo la solitudine di una grande città.”